di ArGo » 24 ott 2009, 1:02
Quella di questa sera è una di quelle esperienze di vita, che ti entrano dentro, nello spazio di qualche ora, per poi fermarsi nella mente per il resto dell'esistenza.
Certo, a qualcuno sembrerà retorica, ma in fondo l'opinione altrui merita rispetto fin dove inizia il limite della privata interiorità e quindi ci deve curare di essa in giusta misura.
Oggi, 23 ottobre, un venerdì sera, la Radar band, l'attore Franziskus Vendrame, l'addetto luci Mauro e l'aiutante Fabio (entrambi attori delle Farine Fossili), si sono ritrovati e riuniti in quello spazio piccolo, disordinato, ma confortevole che è il palco del teatro di Campo, per l'ultima prova generale de "Il corridore di mezza via". Io ho ufficialmente rinunciato a recitare una parte nella messa in scena, poichè mi sono sentito inadeguato e poco capace nei panni dell'interprete di se stesso e ho preferito che sia l'attore , in un cambio di tono, fantasiosamente limato con l'ausilio di un qualcosa che non svelo, a fare le mie veci...Io sarò presentatore in una breve introduzione e forse canterò a fine serata, giusto per la compagnia, quando il sipario sull'opera sarà calato.
Sì, una presenza marginale, volutamente tale, anche per dare un significato diverso al mio io, talvolta visto, intravisto o magari male interpretato come egocentricamente ingombrante.
Ho ascoltato parole e musica con l'attenzione di chi si gusta qualcosa che, da suo, diviene di tutti.
Ne è emerso un quadro inaspettato, forse più intenso di quanto potessi credere. Il lavoro di regìa, elaborazione e recitazione dell'attore Vendrame, cala chi ascolta, nella parte del protagonista, facendo sì che si venga trasportati dal testo, immaginando, anzi vedendo, una storia raccontata con l'effetto del reale nella testa, davanti agli occhi. Sembra di guardare un film ma si sta semplicemente ascoltando una storia. I testi scelti dai Radar e poi contestualizzati in lavoro d'assieme con il regista, sono celebri ma anche sconosciuti, dalle sonorità chiare sino a musiche occulte, quanto sempre emozionanti. L'utilizzo di strumenti particolari, figli della tradizione, più che di una cover band, rende tutto armonioso e magicamente coinvolgente. In mezzo, anche nuove composizioni, create ad hoc, che danno il senso della bravura dei singoli musicisti, degni di grandi assoli, come di autentiche composizioni originali, che esaltano la musica di nicchia, fatta da sconosciuti, con risultati all'altezza del professionismo.
Ho voluto farlo in anticipo e di persona, prescindendo dall'esito e dal risultato finale che nadrà o sarà andato in scena...Cosa? Ringraziarli tutti,perchè un testo come il mio rivisto in questa chiave artistica, prende una forma ed assume un merito, del quale forse non son degno e del quale senz'altro devo dare atto e gratitudine a loro maestà, gli artisti.
Conserverò sempre il ricordo di questa prova generale di spettacolo, come una delle più belle serate tra amici che abbia mai vissuto o che vivrò da quì al domani.
Il ringraziamento in anticipo vale anche una dedica anticipata, proprio in un periodo in cui mi sono fatto convinto di alcuni aspetti del mio vivere da solo e in compagnia.
Dedico "Il corridore di mezza via", a chi non crede in me, poichè , si sappia, io ne vado orgoglioso e fiero, fuori da uno schema prefissato, esulando dal quale si appare diversi, dagli altri, ma anche da se stessi.
Chi verrà allo spettacolo avrà soddisfazione, lo giuro.
A.G.
http://alexgeronazzo.blogspot.com/“La fine non è scritta…la corsa continua…
Continuo rincorrer altri,superar se stessi.
Ricerca del finale degno,di noi attori…
Scritti della vita, che corre e va, inventando fantasiosi epiloghi…”