La prendo sul ridere, perchè quel giorno, a parte la spavalderia iniziale, passata appena varcata la porta della sala operatoria, ho riso poco e ricordo pochissimo.
Una cosa la ricordo però. Mi ero portato appresso tutto il racconto stampato, per correggere, durante la degenza. Premesso che io non lo ho fatto, perchè fisicamente e mentalmente, proprio non riuscivo a stare concentrato, la cosa che rammento è che, mia moglie Moira, ha preso il racconto e per tutto il pomeriggio, dopo l'operazione leggeva ad alta voce e sottolineava gli errori. Io, in uno "stupefacente" dormiveglia, seguivo sbadatamente. Eppure , mi sono reso conto, che la storia aiuta a stare tranquilli, conciliando il riposo mentale. Insomma, quel pomeriggio, che doveva essere di sofferenza è stato lenito, da quello che ora posso dire essere un bel racconto, profondo ed intenso, come anche dalla voce di Moira, che davvero è una grande donna, che amo molto e si dimostra molto sensibile e capace di scegliere il modo per aiutarmi quando ho difficoltà.
Non mi auguro certo di ricambiare, spero sia sempre il fiore che è e non ne abbia bisogno, ma sarò pronto quando servirà.
Non finisce quì, perchè il mio compagno di degenza, nuovo amico, vicino di stanza, Stefano, incuriosito, ha preso su, per passare il tempo, la prima delle 4 tranches stampate e neanche due ore dopo, ha voluto la seconda e così via.
E' stato un grandissimo onore e una gran soddisfazione, quando, finito la lettura, mi ha detto:
trova un editore, continua a scrivere e fai solo quello, perchè quello che ho letto, una volta finito, sarà uno spettacolo; ti lega al personaggio e sembra di essere nel racconto.
Fosse finita quì...Il passaparola ha raggiunto le infermiere che hanno voluto indirizzo internet, dove leggerselo in compagnia e chiesto una copia anche di DiVerso...InVerso, da scambiarsi.
Che posso dire?! La vita, a volte, presenta difficoltà ma anche varianti di estrema, piacevole soddisfazione.
