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Messaggiodi ArGo » 31 mar 2010, 18:28

Infatti, sento una gran nostalgìa dei molti commenti che pervenivano tempo fa. Mi sentivo seguito, spiato e controllato e come novello Lupin (portator di storie e ladro del vostro prezioso tempo) provavo quel sottile piacere, correndo anche il rischio di fallire nel compito di cantastorie...
Siamo arrivati assieme a 40 capitoli e io ne sono contento.
C'è chi pensa che continuando a scrivere senza dare una fine certa, mi tagli le possibilità di pubblicazione cartacea. Non credo, ma se così fosse, sarà un onore continuare a accompagnare un vostro spicchio di giornata, rubacchiandovi un pò di tempo.

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Re: Commentatori mi mancate!

Messaggiodi pietropinerolo » 31 mar 2010, 18:51

In effetti tra un post e ,ancora, un altro mi sono perso qualche capitolo ( ah la distrazione dal web testo !!!) .Ho appena dato un'occhiata all'espandersi della tua fantasia .Il limite è parola sconosciuta.Dovrò attaccarmi al mio caro pc ,guardare meno le montagne ancora abbondantemente innevate , farmi soltanto sfiorare da questa incipiente primavera e riprendere contatto con il tuo eroe . Sta ,comunque certo che prima o poi mi farò vivo :eccome .
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Re: Commentatori mi mancate!

Messaggiodi ArGo » 2 apr 2010, 15:56

Ringrazio il piemontese Pietro Cristini che ha scritto belle parole e più volte recensito le varie tranche del racconto, via via lette. Parole che spronano ad andare avanti, a proseguirne la stesura.
Un anno di lavoro è passato, silenziosamente qualche giorno fa e Il Corridore di Mezza via ha compiuto quindi il primo anno di vita.
Esattamente il 28 marzo 2009 veniva pubblicato l'inizio di un racconto che ora ha 40 capitoli e oltre 1800 visite nel sito "RunnersPerCaso".
Molto seguita la prima parte,con diversi lettori impegnati sia nel leggerlo che nel commentarlo, dando anche consigli ed input all'autore.
In pratica, analizzando la ripresa del racconto, dopo una prima ipotesi di finale, da novembre si è sensibilmente alzata la media visite giornaliere, ma sono venuti a mancare quei bei commenti spontanei, quell'interazione cercata dall'autore, che proprio con quel tentativo di coinvolgere fattivamente il lettore, aveva deciso di spostarlo da un forum del trail ad uno "tuttopodismo".
In questi 12 mesi ho scritto per me e per voi, cercando di dare un'anima a tal Venanzio Pini, inizialmente e banalmente chiamato Pino Verde.
Non nego che è proprio la ricerca del contatto che mi spinge a scrivere ed è forse proprio per questo che non riesco a dare veramente il tocco finale al romanzo , stabilendo una conclusione. Da internet nei siti e nei forum, a facebook, al popolo che corre incontarto nelle piazze dove commento, che spesso menziona il romanzo e me ne parla, alla stampa ed al mondo dell'arte varia, che se ne è interessato; questo podista bolognese ha preso vita mantenendosi sempre in linea con la propria sensibilità di non agonista, legato ai luoghi ed alle emozioni. Nel corso della stesura sono apparsi nuovi personaggi, ad affiancarsi ai primi quattro storici, Venanzio, la Gian, Assunta e Giacomo. Così, con l'innesto di una nuova coppia, che ha introdotto anche fermenti amorosi,intrecci che fanno pensare al possibile adulterio, pur mai morbosi ma inclini più all'aspetto romantico dell'amore. L'ultimo personaggio è il giovane Jonathan, forse omaggio ad un avventuroso mai dimenticato, come Ambrogio Fogar, che proprio all'avventura , dedicò spazi televisivi appunto occupati con la celeberrima trasmissione "Jonathan dimensione avventura".
Mi permetto, dopo un anno di lavoro ed idee messe su carta, di trarre un positivo bilancio del progetto web "Il corridore di mezza via". Io ne sono soddisfatto ed oramai è qualcosa che mi appartiene, accompagna le mie giornate dandomi anche stimoli interessanti a livello progettuale. Ovviamente, come in tutte le cose, non può essere un completo successo, in ogni suo aspetto. Questi giorni, il tempo che passa e l'affievolirsi del contatto col lettore, sarà motivo di meditazione, per comprendere senza aiuti se e quale possa essere il futuro nel web, dello scritto. Se capissi che viene a mancare una parte fondamentale di un progetto, volutamente interattivo, sarà forse il segnale che la sua naturale prosecuzione debba spostarsi ancora di luogo, come già avvenuto. Chi ha letto la premessa , nel racconto, ricorderà che scrissi:

Sul forum Spiritotrail avevo iniziato a scrivere questo racconto, cercando di inserirlo nel contesto dellìargomento di una corsa che organizzo.
Ben presto mi sono accorto, che pur con il seguito di qualche interessato, questo tipo di esperimento andava fallendo...Non sempre le "stranezze" possono essere vincenti.
Ci ho ragionato un pò su ed essendo già fin troppo, il tempo in cui non scrivo qualcosa, ho deciso di proseguirlo. Per continuare però, era necessario, a mio avviso, creargli uno spazio suo, esule da argomenti specifici, pur parlandone in chiave inventata...Sapete cosa c'è? Il racconto ha avuto una chiave simil profetica, poichè il protagonista è proveniente dall'Emilia Romagna e...pensate un pò, una delle prime iscrizioni pervenutemi per la gara è di una signora ravennate.
Ora, siccome io sono testardino e penso ne possa uscire qualcosa di simpatico, alla lettura, quello spazio dedicato, ho deciso di ricavarglielo. Però cambiando ambito...ovvero quì...

Ora, cari lettori, utenti , commentatori, critici ed amici, si rende necessaria una valutazione, che cada giusto al compimento dell'anno di vita del romanzo, ora più maturo e completo. Pensate che in un formato "libro" 13x20, così comè scritto, senza le aggiunte degli inediti, preparati ad hoc e fermi nel mio cassetto, conteremmo 160 pagine.Ho provveduto anche a fare dei preventivi per stampati dal web, in contesti ritenuti seri e conosciuti. Beh, con una cifra anche modesta, potrei stamparne 300 copie e distribuirle ad un costo anche limitato (sotto i 10 Euro). ma è questo quello che voglio io? O penso che valga di più , sia qualitativamente che quantitativamente? E soprattutto, è quello che vogliono i miei lettori?
Spero di arrivare a capirlo insieme...
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Re: Commentatori mi mancate!

Messaggiodi denise » 2 apr 2010, 21:07

..il racconto non è finito ...
quando lo sarà, si potrà decidere o potrai decidere cosa fare ... ;)
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Re: Commentatori mi mancate!

Messaggiodi ArGo » 5 apr 2010, 12:20

denise ha scritto:..il racconto non è finito ...
quando lo sarà, si potrà decidere o potrai decidere cosa fare ... ;)


Come direbbe Terence Hill, in "Chi trova un amico trova un tesoro" :
< Sì COMA..ANTE>

Però, vedi anche tu denise, pochini rispondono all'appello...che si siano un pò stufati...Io non credo, anzi mi auguro di no, ora che siamo quasi a 2000 visite abbiamo bisogno di andare avanti assieme...

Runnerspercaso e affezionati in ascolto. Grazie, VVB!

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Re: Commentatori mi mancate!

Messaggiodi luciano » 5 apr 2010, 21:52

Un bel libro di 200 pagine, correlato da una 30ina di foto dei luoghi in cui si svolge la storia, vale 15 Euro...minimo ;) !
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Re: Commentatori mi mancate!

Messaggiodi pietropinerolo » 11 apr 2010, 22:52

Per maggior chiarezza di tutti gli eventuali lettori ripropongo precedenti miei commenti al Corridore di mezza a cui aggiungo quelli dedicati agli ultimi capitoli oltre ad un giudizio finale redatto con spirito amichevole e collaborativo

Questo corridore di mezza via non è un agonista , non hai mai corso un trail ( corsa in mezzo alla natura) eppure sfida sé stesso su di un percorso che , a tratti, è più adatto ad un animale selvatico ,vive egualmente una competizione sopita con il suo amico bresciano ma, soprattutto corre osservando più gli scenari che si presentano durante la propria corsa .Gli psicologi direbbero che attua un comportamento “dissociato”, più orientato a scoprire l’esterno , il fuori piuttosto che il dentro, l’intimo .. Eppure di cose ce ne insegna parecchie negando, nei fatti , la mitica figura dell’atleta solo corsa e risultati : egli è, soprattutto, un essere umano con i suoi sentimenti ,con il suo costante rapportarsi alla natura in un modo talmente pregante da riuscire a fornirci elementi per farcela visualizzare e toccare con mano . Con le sue precise descrizioni ci inviata in quei luoghi , a percorrere silenziosi sentieri contaminati ,una volta all’anno, da una competizione sportiva seppure non esasperata dall’agonismo . Fa parte di quel popolo variegato della corsa costituito da una tipologia umana al cui estremo si collocano atleti diafani quasi disegnati per correre sino ai comprendere i tapascioni animati dalla sola voglia di correre per guardarsi attorno .Riesce ad interrogarsi su quale possa essere l’ emozione di chi corre solo per la vittoria in uno scenario che meriterebbe la visione rallenta o la “slow run” (corsa lenta) , compie gli errori del neofita con una partenza veloce al di là dei propri mezzi vivendo , al terzo chilometro, la sensazione di essere in corsa da un’eternità. Riesce ad essere personaggio del racconto ma anche emblema del corridore qualunque portatore di una mente offuscata dalla fatica , estremamente ballerina .Quella mente che rapidamente ti fa passare da uno stato di euforia atletica ad una di depressione senza aver la forza di farti intravedere la fine del tunnel .E poi il finale onirico quando è assalito dalla paura di non raggiungere il traguardo , Anche qui coglie nel segno : chi corre vuole arrivare presto alla fine , vuol porre fine alla fatica , non vuol perdere quanto ha seminato in impegno e fatica ; necessita di un punto di riferimento per smettere di correre e quel punto è lo striscione d’arrivo.
Questo romanzo ,originalmente pubblicato su web, pur indugiando ,forse eccessivamente su descrizioni poco inerenti al mondo della corsa , riesce con originalità a trattare bene i temi inerenti all’essere podista di mezza via .Quello non al culmine delle possibili prestazioni ma nemmeno interprete di quelle infime.
Penso che molti finiranno per identificarsi nelle pagine di questo scrittore ( ovviamente solo di quando scrive come ci tiene a precisare) , mentre altri avranno modo di considerare la corsa in un modo un po’ diverso dal solito . Un bel risultato comunque!!!!!

Riprende il racconto di Argo e quasi non ti accorgi di averlo interrotto anche se la narrazione del capitolo 27, si caratterizza per l’analisi psicologica delle due coppie indulgendo ,persino troppo, su una serie di particolari peraltro caratterizzanti .Qualche frase è piena di effetto ed anche un po’ scontata tesa comunque a cogliere una solidità di coppia a prova di diamante immaginando addirittura il nulla in assenza del proprio compagno.
Decisamente migliore il 28 esimo che prosegue con il solito stile ,particolare , non banale e talora poco convenzionale , una narrazione più legata all’essere podista in una terribile cronoscalata caratterizzata da quasi insormontabili difficoltà tecniche per un corridore della sua portata. Quei sentieri ,
“irti allo stremo del pensabile” lo mettono veramente alla prova soprattutto al momento del sorpasso da parte del celebre Fregona plurivincitore di passate edizioni , né si avvilisce al constatare quanto quest’ultimo sia capace di tenere un ritmo assolutamente regolare mentre Lui procede a stento .
A nulla vale prendersela nel suo intimo con quegli escursionisti che ,si gli fanno perdere quel poco di passo che riesce a mettere insieme ma che si rivelano i suoi salvatori altrimenti ,forse, sarebbe scoppiato senza possibilità d’appello –E qui il narratore coglie con lucidità il profilo psicologico dei corridori alla Venanzio che finiscono per caratterizzarsi per sforzi di volotnà fini a sé stessi non riuscendo però a darsi un ritmo più sostenuto né a realizzare un tempo di percorrenza pari alle loro aspettative .E’ la metafora di chi “vorrebbe ma non può” , che continua ad immaginarsi un po’ meglio di quanto non sia effettivamente sul piano squisitamente atletico , che terminano le corse “sfatti” con gli occhi fuori dalle orbite dimenticando che lo sport è sì fatica ma non stravolgimento fisico del proprio corpo.
Da 29 a 41
Le “stranezze podistiche” del nostro corridore di mezza via non hanno confini e continuano a sorprendere con l’invenzione di un allenamento di gruppo da effettuare su un chilometraggio di 70 chilometri ,quasi due maratone, chilometro più chilometro meno, seppure suddivisi in due giorni , a coppie con le donne (così le chiama ) a far da supporto.
Lui corre osservandosi e tale particolare lo differenzia da chi ,invece, corre meccanicamente .Butta l’occhio sul movimento del piede a contatto con il terreno accorgendosi di alimentare una corsa ormai priva della necessaria armonia , da ex atleta soffre nel proprio intimo a vedersi ridotto al rango di volenteroso tapascione. E insegue gli altri che sono partiti prima, senza rammaricarse.
Ciò che ha perso in “freschezza atletica” l’ha acquistato in capacità di prevedere gli eventi e ,difatti, sente nel suo intimo che nel suo procedere incontrerà una presenza umana .E ,infatti, s’imbatte nell’ “uomo col cappello panama” sul sentiero che percorre .E’ un fotografo ,persona sopra la media ,con una memoria di ferro .Si ricorda infatti di averlo fotografato durante una corsa di qualche anno fa .Rimane stupito e compiaciuto ripromettendosi di far ancora qualche chiacchera con lui al bar del paese .Ora non può : deve raggiungere gli altri scarsi conoscitori dei luoghi .E’ lui il capocordata : sa di poterli condurre a zonzo tra i luoghi che lui ben conosce.
E l’allenamento prosegue incessante sinchè ,dopo tre ore ,il gruppo decide di fermarsi a rifiatare ma lui cerca,come sempre, momenti solitari per godere le bellezze del panorama. S’inerpica ,raggiunge una particolare sito e poi scende intravedendo l’abbraccio tra la Bice e Giacomo,qualcosa d’inaspettato ma che giudica semplicemente una manifestazione di fraternità e non un momento di vera passione –
Si ritrova distrutto fisicamente dall’uscita podistica da lui stessa voluta e concepita .Nemmeno la solita doccia riesce a restituirlo ad una decente normalità .Dovrà rigenerarsi nel suo letto dotato di materasso in lattice trovando ,con difficoltà,la giusta posizione per stare rilassato e smaltire anche i postumi di una rovinosa caduta.
E insiste pure il giorno dopo a ricercare ancora il contatto con la corsa non pago di essersi sfiancato il giorno prima . Propone infatti alla sua metà una corsa rilassante insistendo perché Ella partecipi finendo per coinvolgerla con una corsetta di un’ora filata .
L’amore per il trail in quel di Pontremoli lo induce a lasciare la sua valle e, così , si ritrova a cimentarsi in una corsa estenuante di 120 chilometri .La finisce febbricitante con il Benito a pungolarlo mentre l’ altra coppia si ritira .
Ma il nostro corridore di mezza non è solo un volenteroso della corsa nelle sue varie sfaccettature : è pure capace di calarsi nella parti del “nonno” proponendo a Jonatha,nipote dell’Assunta temporaneamente ospite in valle , di fargli da guida nel conoscere i luoghi ove vive scegliendo un percorso trail di 13 km. Un pezzo di umanità bonaria che si aggiunge ad un personaggio piuttosto lineare e ormai prevedibile .
Commento finale : penso che Argo sia riuscito a tratteggiare bene la figura del corridore di mezza via ,rappresentante dei tanti podisti amatori ex atleti o neorunners anche se in non più in verde età che han pensato bene di riempire la loro vita con la corsa .Sono talmente entusiasti e volenterosi da poterli paragonare a dei bambini in cerca di emozioni con l’animo del principiante .Dichiarano quasi tutti di voler correre per il semplice piacere , per star bene ,ritrovarsi in compagnia .Dentro hanno, seppur sopito, ancora vivo il desiderio di misurarsi con gli altri e di dimostrare a sé stessi di essere ancora efficienti fisicamente.
Una nuova dinastia di runners ben diversa da quella del più lontano passato ove non era ancora cultura sportiva presentarsi alle corse semplicemente per partecipare e divertirsi .Certamente molto umana , che sa guardare non solo alla propria corsa,alla pura prestazione ma al contesto che la circonda in particolare nel trail ove il rapporto con la natura è più pregnante e coinvolgente.
Il nostro eroe ,fortemente legato al territorio di cui conosce ogni sfumatura , è comunque caratterizzato dalla voglia di partecipare , di esserci nelle gare, anche impegnative, non esitando ad allinearsi al via qualora si svolgano nei pressi ma non solo .Sembra non conosca la programmazione , ne sappia cosa siano le prioirità : continua incessantemente a rincorrere un evento dopo l’altro coinvolgendo amici , moglie, anche sottoponendosi a cocenti delusioni peraltro mai dichiarate esplicitamente.
Il ricordo dell’atleta che fu emerge di tanto in tanto prepotente ed anche in modo nostalgico seppur diluito da tante suggestive ed efficaci descrizioni del territorio veneto e dal susseguirsi di ritratti dei personaggi che gli ruotano intorno.
Ad Argo non è mancata la fantasia e la capacità d’inserire i vari personaggi in un ambiente che , a tratti, par di vederlo in cartolina anche se, spesso, i singoli capitoli fanno un po’ storia a sé senza un robusto filo conduttore .
Ora ,ed è il consiglio ultimo , si tratta di chiudere questo web romanzo seppure con i tempi decisi da Argo ,dargli una conclusione e provvedere in un modo o in un altro a metterlo su carta se questo è il suo intendimento (a forma di libro tradizionale anche illustrato ).Protrarlo ancora via web rischierebbe di far perdere ai lettori il senso del racconto .Io stesso, che mi ritengo un appassionato, ho dovuto fare un certo sforzo per avere una visione completa .
Per ultimo : Leggo che Argo ha inviato a degli editori copia di questo romanzo .Con quale conclusioni? Quali capitoli comprendono ? Questo non è proprio chiaro.
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Messaggiodi ArGo » 12 apr 2010, 17:11

Rispondo alla domanda in ultima istanza, poichè la parte precedente, recensione incredibilmente professionale e coinvolgente anche per chi lo ha scritto, non ha proprio nulla che vi si possa aggiungere.
Caro Pietro, non ho inviato una copia del manoscritto, che invece è in mani sicure, in fase di correzione grammaticale, ma agli editori è stata mandata la storia del progetto, il link in cui leggerlo, dandogli certezza che una parte cospicua, inesplorata e quindi inedita, giace nei cassetti di casa ArGo.
Io non credo di essere persona conformata alla normalità dei comportamenti e così, ho voluto dare stimolo di lettura dal web all'editoria...Perchè se è vero che io avrò bisogno dell'editoria, può anche essere che Il corridore di mezza via possa essere una risorsa anche per chi stampa e pubblica...La ricerca di un punto d'incontro, non banale, non in forma solita, perchè così va il mondo. Non mi piace partire in posizione difensiva, di richiesta, quasi fossi un mendicante dell'opportunità artistica. Voglio pensare di avere pari dignità in partenza e presento un testo che ha quasi 2000 visite in letture...Sembrerà poco? Chissà?
Son fatto così, complico le cose semplici, perchè sono abituato al contorsionismo meditativo, ma anche perchè non nego agli altri le qualità che non vorrei fossero negate, preconcettualmente a me.
Grazie mille Pietro Cristini, mi stai facendo dei grandi regali.
Alex

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Messaggiodi pietropinerolo » 12 apr 2010, 17:57

Chiarimento importante : Ti ringrazio e condivido. Sappi che , se lo ritenessi necessario , sono pronto a darti una mano .
Auguroni
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Re: Commentatori mi mancate!

Messaggiodi denise » 16 apr 2010, 17:29

Alex ha appena aggiunto il 43esimo capitolo che potete leggere sopra

p.s. e menomale che l'altro giorno aveva altre strane idee in testa :evil:
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