di pietropinerolo » 18 ago 2010, 11:57
Belle le considerazioni di Argo . Non si scrive per l'applauso , per il consenso generalizzato , per essere simpatici a tutti , non per il numero di copie vendute o per le visite registrate ad un sito web .Si scrive per incidere su un supporto, qualunque esso sia, ciò che si ha dentro, di cui si è convinti magari dopo averlo sedimentato per minuti,ore,mesi,anni...e per condividerlo con chi quei contenuti li trova simili a sè ,vi si identifica , vuol trarre ispirazione, gioia . Distante dai clamori , dalle luci si incontreranno i giusti interlocutori : "lettori" o "ascoltatori" ,come nel caso di Argo, che penetreranno l'essenza del suo pensiero e del suo essere attraverso il pensiero ; tanti ? pochi? Abbastanza ? Non è questione di “numeri” ,né di quantità .Le idee , le sensazioni, le emozioni dovrebbero trascendere il pesante concetto del “quantum” e misurarsi con un certo “quid” indefinibile e, per contrapposto, leggero perché è proprio su questo piano ,impalpabile ,che viaggiano e vivono. Tutto,comunque, avverrà ad un livello difficilmente misurabile ,come detto, senza l’uso di strumenti statistici ,nemmeno i più semplici .Saranno sensazioni intrise di semplicità e di essenzialità , non complicate da inutili giri di parole perché quando si centra il bersaglio il tiro è perfetto .A questo ,credo, chi scrive qualcosa in qualsiasi campo , anche con un semplice post , tende a centrare il bersaglio , a provare ad andare al “cuore “ di chi legge”. Orgoglio, ineffabile senso di narcisismo ? Probabilmente il messaggio è anche intriso di questi sentimenti poco nobili perché il percorso di “togliere peso e complicazioni ” al nostro essere è, in genere, lungo e tortuoso e,qualche volta, faticoso. Argo ci ha provato. Anch’io .ben più carico di anni di Lui , mi sono cimentato su di un terreno distante dalla mia formazione ed esperienza professionale seppur su una materia che non avevo studiato a scuola pur facendo parte della mia vita non marginalmente e cercando di andare un po’ oltre a quelle che , all’inizio, erano le mie visioni riguardo alla corsa.
Ora Argo è giunto al traguardo : ha chiuso con accenni vicini alla sua storia personale e non poteva che essere così . E’ difficile inventare qualcosa “fuori di noi” , andare a rovistare nei cassetti altrui .SI scrive, come ho detto all’inizio, andando a pescare le idee nel nostro intimo e sono le sole ad essere genuine, non pastorizzate .
Qualcuno paventa il pericolo che si possano spegnere le luci ,abbassare la serranda come fanno i negozianti a ferragosto e,addirittura che l’Autore scappi con la cassa.
Sono convinto del contrario : le esperienze , e quella del romanzo web è stata sicuramente originale , rimarrà indelebile sia in noi che , in qualche modo, ne abbiamo seguito l’evolversi , sia in chi lo ha portato a nostra conoscenza usufruendo della gentilezza di una persona che non guarda solo al proprio ego ma a qualcosa di più ampio .
Argo saprà inventarsi qualcosa d’altro : ce ne farà partecipi in forme che ,perora, fanno ancora parte del divenire .Io ed altri ,qui su questo blog, saremo capaci di attendere .